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Bilancio di genere

Il bilancio di genere, già previsto dalla Risoluzione del Parlamento Europeo del 3 luglio 2003 (2002/2198(INI)), rappresenta uno degli strumenti principali per affrontare il tema della disparità di genere nelle istituzioni e nelle aziende. 

La normativa italiana (L. 196/2009 art. 38-septies e D.Lgs. 116/2018 art. 8, c. 1) recepisce la necessità di redigere il Bilancio di genere come base informativa per «perseguire la parità di genere tramite le politiche pubbliche».

Il Bilancio di genere si configura quindi come importante strumento di analisi del contesto, necessario per valutare nel tempo, insieme al piano di azioni positive del CUG, l’adeguatezza dell’impegno delle Università nella valorizzazione della parità di genere.

Il Bilancio di Genere dell’Università di Pavia fotografa la distribuzione di genere delle diverse componenti all’interno dell’Università, nonché la partecipazione di donne e uomini alla vita politica e amministrativa dell’Ateneo nell’anno solare e/o anno accademico di riferimento.

Il documento si ispira e segue le linee principali contenute nelle Linee Guida per il Bilancio di Genere negli Atenei Italiani, pubblicate dalla CRUI (2019) ed è stato integrato con ulteriori analisi ritenute di interesse ai fini della valutazione dell’impatto di genere. 

Il cambiamento culturale è da ritenersi la condizione imprescindibile di ogni progresso. La parità non si costruisce soltanto attraverso norme e procedure, ma attraverso uno sguardo nuovo, capace di interrogare consuetudini radicate e di far emergere, con lucidità, ciò che ancora produce esclusione o asimmetria. Una comunità che si riconosce nel valore della dignità e delle pari opportunità non teme di confrontarsi con i propri punti critici: al contrario, li assume come occasione di riflessione collegiale e maturazione collettiva.

La governance entrata in carica il 1° ottobre 2025 considera questo Bilancio uno strumento indispensabile per contribuire a una trasformazione non episodica, ma ampia e strutturale, fondata su una visione della vita accademica che sia inclusiva e che metta al centro la persona. Il nostro Ateneo sarà tanto più forte quanto più saprà garantire a tutte e a tutti le condizioni per crescere e per vedere riconosciuto il proprio impegno.

Alessandro Reali