Conservazione e restauro dei beni culturali

Il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione e restauro dei beni culturali è rivolto a studenti che, in possesso di una buona abilità manuale di base, vogliano specializzarsi
nell’ambito del restauro e della conservazione di strumenti musicali e scientifici in un percorso che tiene in equilibrio la competenza professionale e artigianale con la preparazione scientifica e umanistica

Il corso in sintesi

Durata
5 anni
Crediti
300
Coordinatore del corso
Massimiliano Guido
Area tematica
Musicologia e beni culturali
Accesso
Programmato
Lingua
ITALIANO
Classe di Laurea
LMR/02 - Conservazione e restauro dei beni culturali
Dipartimento
DIPARTIMENTO DI MUSICOLOGIA E BENI CULTURALI
Sede
CREMONA - Sede distaccata Università degli Studi di PAVIA
Anno di corso: 1
Obbligatori
  • FISICA 6 crediti - 36 ore Secondo Semestre - GIOVANNI PELLEGRINI
  • INGLESE 6 crediti - 36 ore Secondo Semestre - NICOLETTA MAGLIA
Anno di corso: 2
Obbligatori
Anno di corso: 3
Obbligatori Scegli un insegnamento
Anno di corso: 4
Obbligatori Scegli un insegnamento
Anno di corso: 5
Obbligatori 12 CFU a libera scelta. È possibile scegliere tra tutti gli insegnamenti offerti dall'Ateneo (12 CFU)

Descrizione obiettivi formativi specifici

Il corso di laurea magistrale a ciclo unico abilitante mira a una formazione ampia e strutturata della figura del restauratore, coniugando solide competenze culturali in ambito umanistico e scientifico con lo sviluppo dell'abilità manuale e con la consapevolezza dei problemi di ordine etico e deontologico che investono l'ambito della conservazione e restauro dei beni culturali. Il profilo dei laureati magistrali corrisponde alla qualifica professionale di Restauratore di Beni culturali secondo l'art. 29, co. 6,7,8,9 D.Lgs. 42/04 e successive modificazioni. Coerentemente con tale definizione e con il profilo disegnato dal D.M. 26.05.2009 n. 86 art. 1 co. 1, i laureati magistrali saranno in grado di definire lo stato di conservazione dei beni culturali e intraprendere azioni dirette e indirette per salvaguardarne il valore culturale, limitandone i processi di degrado materiale e assicurandone la conservazione. Sapranno inoltre contestualizzare le opere comprendendone il valore artistico e culturale. Saranno in grado di operare in piena autonomia rispetto alle esigenze sopra enunciate. I laureati magistrali possiedono abilità manuali specifiche e maturano elevate competenze scientifiche, tecniche e umanistiche; conoscono le metodologie e le tecniche di diagnostica, conservazione e restauro; possiedono la conoscenza di base della normativa che riguarda i beni culturali. Nella progettazione del corso, sulla base delle esigenze e della vocazione specifica del territorio, universalmente riconosciuto per la straordinaria tradizione liutaria (recentemente riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio immateriale dell'umanità) ed organaria, e in base alla presenza di prestigiose collezioni di strumenti scientifici sia a Cremona sia presso l'università di Pavia, si è deciso di attivare il PFP 6 Strumenti musicali, strumentazioni e strumenti scientifici e tecnici. Nel piano di studio le materie di base sono equamente suddivise tra discipline per la formazione scientifica (Chimica generale e inorganica; Chimica organica; Fisica sperimentale; Fisica applicata ai beni culturali e ambientali; Sistemi di elaborazione delle informazioni; Disegno e fondamenti della modellazione informatica) e le discipline per la formazione storica e storico-artistica (Museologia e critica artistica e del restauro; Archivistica, bibliografia e Biblioteconomia, Storia dell'arte medievale, storia dell'arte moderna). Le materie caratterizzanti e affini mantengono lo stesso equilibrio, prevedendo approfondimenti specifici per quanto riguarda la storia e metodologia del restauro, la botanica, la fisica, la geologia e la chimica applicate, la tecnologia dei materiali, la storia della musica, degli strumenti musicali e delle loro tecniche costruttive, la paleografia e la storia delle scienze e delle tecniche, l'Ingegneria acustica, la legislazione sui beni culturali, la gestione economica di un laboratorio di restauro così come detta la legge istitutiva della classe di laurea LMR/02.

Sbocchi professionali

I laureati in Conservazione e restauro dei beni culturali sono professionisti in grado di operare nei campi della conservazione, restauro, gestione e valorizzazione degli strumenti musicali, strumentazioni e strumenti scientifici e tecnici; come restauratori, curatori e conservatori di musei. I laureati in Conservazione e restauro dei beni culturali possono trovare impieghi aderenti alle proprie competenze nei Laboratori ed imprese di restauro; collaborare con istituzioni del Ministero dei Beni e delle Attività culturali preposti alla tutela dei Beni Culturali (soprintendenze, musei, archivi, biblioteche, ecc.): con aziende e organizzazioni professionali del settore; con Istituzioni e Enti di ricerca pubblici e privati operanti nel settore della conservazione, restauro e valorizzazione dei beni culturali. In particolare i laureati che avranno seguito il PFP6 potranno trovare impiego come conservatori e restauratori di strumenti musicali, strumentazioni e strumenti scientifici e tecnici presso i musei e le istituzioni competenti in Italia e all'estero

Conoscenze richieste per l'accesso

Per essere ammesso al corso di laurea lo studente deve essere in possesso del diploma di scuola secondaria superiore richiesto dalla normativa in vigore, o di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo dagli organi competenti dell'Università. Per l'ammissione al PFP6 si richiede inoltre una adeguata preparazione iniziale in ambito umanistico e scientifico, nonché una conoscenza musicale di base. È inoltre indispensabile il possesso di una adeguata abilità manuale nella lavorazione dei materiali specificamente riconducibili all’ambito degli strumenti musicali. Le modalità di verifica dell'adeguatezza della preparazione iniziale e del recupero di eventuali lacune e deficit formativi dello studente (da colmare in ogni caso entro il primo anno di studi) sono disciplinate dal Regolamento didattico del corso di laurea.